L’incontro con il Wahiba Sands

Durante il nostro viaggio in Oman, la parte che più mi ha emozionato è stato l’incontro con il deserto.

Il deserto omanita copre una superficie di 12500 km². E’ chiamato Wahiba Sands o Sharqiya Sands. La regione deriva il suo nome dalla tribù di Bani Wahiba.

Dopo un breve succulento pranzo in un tipico locale indiano a base di pesce e verdure, ci siamo fermati ad Al Wasil, uno dei piccoli paesi alle porte del deserto, a sgonfiare leggermente le gomme del fuoristrada per fare più attrito sulla sabbia.

Per noi è strano vedere come tutto ciò per queste persone sia la normalità…e le emozioni non tardano ad arrivare. Con la nostra guida quindi siamo partiti direttamente per il deserto. Chi volesse girare l’Oman in auto a noleggio, cosa che consigliamo fortemente avendo visto le ottime condizioni delle strade, può lasciare l’auto parcheggiata a uno dei tanti benzinai dei paesi prima del deserto e farsi venire a prendere dalle jeep dei resort.

Affollato paese alle porte del deserto dove i turisti possono lasciare le auto a noleggio.

Partiamo dopo il breve pit stop e iniziamo ad addentrarci nel deserto. Ci troviamo davanti delle altissime dune di sabbia rossastra. Prima di esse, gli abitanti allestiscono dei recinti e delle stalle dove far vivere cammelli e capre.

La guida ci racconta che ormai i beduini non esistono più. Il Sultano Qaboos ha costruito alle porte del deserto delle cittadine fornite di tutte le comodità e i beduini si sono trasferiti nelle città. Con jeep piene di fieno ed erba fresca, si recano ogni giorno a portare il cibo agli animali.

Pochissime famiglie continuano a vivere nel deserto e noi abbiamo avuto la fortuna di conoscerne una.

Abitazione beduina
L’interno della capanna

La tipica abitazione beduina omanita è composta da pareti di paglia e al suo interno è finemente arredata con tappeti e cuscini. La famiglia ci ha accolto con caffè e datteri, come si usa in questo paese. Il Qahwa o Kahwa, caffè, viene preparato nella tipica caffettiera araba, la dallah, e servito in piccole tazzine prive di manico, senza aggiunta di latte o zucchero. Spesso è aromatizzato con cardamomo e acqua di rose. Non l’ho trovato mai forte ma molto gradevole. Non essendo zuccherato, l’abbinamento con i datteri dolci è favoloso! La nostra guida Said, ci ha spiegato che per la cultura omanita, quando si finisce una tazzina di caffè, è irrispettoso che l’ospite appoggi direttamente la tazza sul vassoio. Se ha finito e non vuole altro caffè, deve scuotere leggermente la tazzina e porgerla alla persona che ha offerto il caffè. Se invece vuole altro Qahwa, deve tenere la tazzina in mano e allungare il braccio; in questo modo verrà servito altro qahwa. Abbiamo provato in varie occasione a fare in questo modo e le persone sorridevano perché non sono abituate a vedere questi loro gesti tipici riproposti dai turisti…ma a noi piace immergerci nella cultura dei paesi e vogliamo praticare per quanto possibile un turismo responsabile.

Caffè e datteri

All’interno della casa c’erano solo donne e bambini, in quanto gli uomini erano fuori a lavorare. I bambini sono stati di una dolcezza infinita e ci hanno emozionato tantissimo; soprattutto una bimba molto curiosa delle nostre macchine fotografiche! Nessuno parlava inglese ma riuscivamo a capirci lo stesso, con sguardi e gesti. L’emozione di questa bambina nel vedere e toccare la macchina fotografica ci ha fatto riflettere molto. Tutti erano allegri, felici, giocavano e ridevano con il poco che avevano. Al contrario noi, che abbiamo qualsiasi cosa si possa immaginare, alle volte non riusciamo nemmeno a sorridere.

La mamma di questi meravigliosi bambini mi ha chiesto se volessi fare un tatuaggio all’henné…come rifiutare! In pochi minuti ha disegnato un’opera d’arte sulla mia mano.

Colei che pareva essere la nonna della famiglia, ci invita a comprare qualche oggetto fatto a mano. E ovviamente non si può dire di no! Tra le varie cose abbiamo preso un incenso favoloso e molto profumato!

Salutiamo la famiglia e risaliamo sulla jeep con una grande emozione nel cuore.

Ci confondiamo tra la popolazione con i vestiti tipici comprati al souq di Muscat!

Dietro una delle tante dune ci aspetta il nostro campo tendato…e ci attende un meraviglioso tramonto nel deserto!

Il nostro campo tendato nel deserto

Nel prossimo articolo l’indescrivibile emozione del tramonto e dell’alba nel deserto!

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